Storie di ordinaria follia

Queste storie di rinascita o di ricaduta e il ruolo di coloro che le hanno determinate, sono storie in cui la pazzia non sempre è del malato. Esse rivelano, infatti, che la sua vita è condizionata dalle strategie sanitarie – spesso arbitrarie – adottate dagli uomini che i politici mettono ai vertici dell’Asl, del DSM o degli Ambiti, e dalla lobbie di burocrati che ne eseguono o contrastano le direttive.

Olocausto sanità: morte in diretta da contenzione

Immagini di contenzione di francesco Mastrogioavanni

In questo momento in Italia, almeno un centinaio di persone con disagio mentale sono legate a letti di contenzione in reparti a “porte chiuse”. E rischiano di fare la stessa fine di Franco Mastrogiovanni, il maestro elementare che nell’agosto 2009, legato ad un letto del servizio psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania, è stato slegato dopo 4 giorni e 4 notti: non perché la “cura” tramite “contenzione” fosse terminata, ma perché era morto.
La telecamera a circuito chiuso dell’ospedale ha documentato per la prima volta gli effetti devastanti della contenzione e smentisce chiunque tenti di contrabbandare come “cura” il filmato in diretta di una “tortura” in quanto pratica dannosa, violenta, “non medica” e “non terapeutica”… Anche perché l’alternativa c’è: ed è raccontata nella prima parte del sito “COME ERAVAMO” sotto il titolo “Riprendiamo un cammino interrotto 40 anni fa: Spdc “porte aperte”
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“Signor x”: una storia di ordinaria follia durata troppo…

“Signor x”: una storia di ordinaria follia durata troppo… Sono passati 10 anni da quando – da giornalista e presidente de La Rete Sociale – divulgai i retroscena di una notizia stampa in cui il medico sembrava l’unica vittima. Il titolo era: “38 enne dopo avere picchiato un medico viene arrestato e portato nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa”. In realtà il 38enne – affetto da disagio psichico e qui denominato “Signor X” – è tuttora la vera vittima: perché la notizia di allora arricchita dei fatti accaduti fino al 2023, rivela come molte storie legate alla malattia mentale sono condizionate non tanto dalla malattia, quanto dalle strategie sanitarie, spesso arbitrarie, adottate. Soprattutto se chi, come il “Signor X” è povero e non ha familiari in grado di pretendere una “cura” efficace cui, per legge, avrebbe diritto: cioè, una presa in carico costante con un PTRI o Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato.

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