Come eravamo

Accanto a Sant’Agata, il medico Pasquale Mastantuono, e dietro, la matrigna di Cenerentola (coi capelli rossi) Antonello Botte

2012 / Gran successo di “Tutti pazzi per il teatro”
… e nuova diffida alla Asl

Ecco la storia di una rassegna teatrale che dopo avere impegnato con successo 40 disagiati psichici gravi al costo sanitario di 150 euro al mese ciascuno, è stata interrotta senza motivo dal management dell’Asl di Benevento nominato a ottobre 2011: con conseguente aggravamento delle patologie e aumento della spesa sanitaria fino a 150 euro a persona al giorno.

Tutti pazzi per il teatro” è stata la prima rassegna di “teatro della diversità” decollata in Campania a giugno 2010 su un’idea di Maurizio Volpe, direttore del Csm di Puglianello e di Antonello Sant’Agata, un medico della Asl appassionato di teatro: eccoli nella foto con un attore al centro, Volpe a sinistra e Sant’Agata a destra.

Primo passo: trovare un teatro. Il vicesindaco Nazzareno Orlando appassionato di musica e teatro, concede per 3 serate l’uso gratuito del teatro Comunale, il più prestigioso nel cuore della città.

Passo successivo: riuscire a riempirlo. Perciò faccio notare a Maurizio e ad Antonello: “Per dare credibilità alla manifestazione ci vuole qualche compagnia che ha fatto storia come “L’Accademia della Follìadi Trieste che ha dimostrato come ex-pazienti possano diventare attori professionisti”. Così viene contattato Peppe dell’Acqua, salernitano approdato a Trieste dove ha diretto per 40 anni il Dipartimento di Salute Mentale, che consiglia uno spettacolo poetico e struggente:  “La luce di dentro – Viva Franco Basaglia” del gruppo triestino diretto da Claudio Misculin. Con questo programma decolla nel 2010 la prima edizione di “Tutti pazzi per il teatro”, che ogni sera fa il tutto esaurito e che comprende altri 3 spettacoli: “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta con la regia di Antonello Sant’Agata, realizzato dal Csm di Puglianello; “Non ti pago” di Eduardo De Filippo realizzata dall’associazione “E’ più bello insieme” con la regia di Raffaella Melisi; e “Il mulino dei matti” degli allievi della scuola teatro Solot di Benevento con la regia di Michelangelo Fetto di cui vale la pena leggere le brevi note di regia: perché Michelangelo è riuscito a racchiudervi il senso non solo del suo spettacolo, ma dell’intera rassegna.

gruppo di attori della commedia

Ultimo passo: dare risalto mediatico al “Primo festival di teatro della diversità in Campania”. Così, viene contattato Giulio Baffi, da poco nominato direttore di “Città Spettacolo” – la rassegna teatrale nazionale inventata a Benevento da Ugo Gregoretti – i che accetta di inserire “Tutti pazzi per il teatro” fra le iniziative di Città Spettacolo e di presenziare alla conferenza stampa di presentazione nella prestigiosa cornice della sala consiliare della Provincia.
Risultato: la prima edizione decolla con grande risonanza. E il pubblico inizialmente curioso di vedere da vicino il mondo della pazzia – spesso considerata malattia incurabile di cui vergognarsi – rimane stupito dalla “normalità” degli attori e finisce per esserne coinvolto.

Quanto all’aspetto terapeutico, racconta il dottor Volpe nel suo bilancio dell’iniziativa: ““Il medico dei pazzi” realizzato dal nostro Csm ha coinvolto 6 pazienti, 6 operatori e 6 cittadini appassionati di teatro che hanno lavorato tutti insieme, senza distinzione fra “matti” e “normali”, accumulando 130 ore di prove divenute occasione di incontro e di “cura”. Le prove infatti – continua Volpe – sono diventate un laboratorio teatrale durante il quale tutti sono riusciti a creare delle amicizie. Tant’è vero che spesso, al termine della giornata, molti si ritrovavano attorno ad una pizza per parlare di teatro e di vita: anche quei pazienti che prima di questa esperienza, incapaci di comunicare con il mondo esterno, vivevano nell’isolamento… Un’esperienza bellissima, realizzata anche grazie alla disponibilità dei miei operatori – mai con lo sguardo all’orologio – e a quella della popolazione di Puglianello: a partire dal sindaco Tonino Bartone – sempre affettuosamente ed economicamente vicino – per arrivare al falegname o alla sarta che gratuitamente hanno realizzato scene e costumi; agli sponsor e a tutti quelli che sono entrati nello spirito dell’iniziativa trasformandola in meravigliosa esperienza umana oltre che teatrale”.

Su questa piattaforma viene preparata, dunque, per giugno 2011 la seconda edizione di “Tutti pazzi per il teatro” in maniera non più improvvisata. Maurizio Volpe e Antonello Sant’Agata propongono al Dipartimento di Salute Mentale un’operazione ardimentosa dal punto di vista scenico, motivata dall’esigenza terapeutica di far partecipare alla straordinaria esperienza del laboratorio teatrale non solo il centro di Puglianello, ma il maggior numero di “pazienti” del Sannio. Viene preparato, dunque, un progetto che presentato e approvato dalla Regione Campania. Questa volta il piatto forte è La Gatta Cenerentola l’opera in prosa e musica più famosa del maestro Roberto De Simone che – mai accaduto prima – ne concede generosamente la messa in scena. Si tratta di un cast di oltre 120 persone fra attori, cantanti ed orchestrali: tutti operatori, pazienti, musicisti e amici che fanno capo al DSM del Sannio. Solo metterli insieme per le prove, appare un’impresa. “Molti mi hanno chiesto come ho fatto a far rispettare ai pazienti gli appuntamenti per le prove” racconta il medico e regista Antonello Sant’Agata. “Ma io ho sempre risposto – continua Sant’Agata – Magari fossero stati tutti e solo pazienti! Per la dedizione, e soprattutto la consapevolezza di quello stavano vivendo: una rara occasione in cui non ricevevano qualcosa dalla Asl, dagli infermieri, dai medici, ma davano qualcosa agli altri, facendoli divertire. Perciò ci tenevano tantissimo a ricoprire al meglio il loro nuovo ruolo sulla scena e nella vita”. Sta di fatto che l’operazione riesce: grazie alla regia di Antonello Sant’Agata che riesce trasformando in spettacolo anche “improvvisazioni” inaspettate e apparenti “deliri”. Così, il “tutto esaurito” si ripete in teatri di dimensioni molto più ampie: a giugno 2011 nell’arena all’aperto del Teatro Romano di Benevento, la gente seduta a terra arrivava fino ai piedi del palcoscenico. Stesso successo al teatro Mediterraneo di Napoli, dove il sindaco De Magistris sulla scena e gli spettatori dalla platea si scatenano in canti e danze sull’onda delle “tammorre”.

Entusiastica risposta di pubblico anche nel grande teatro all’aperto delle Terme di Telese e perfino a Massa Carrara – dove il cast viene invitato a partecipare ad un’altra rassegna teatrale – la barriera del dialetto viene superata dal linguaggio universale della musica: foto e video raccolti a fine articolo testimoniano questo risultato artistico e terapeutico rivelando come sul palcoscenico il paziente sia riuscito a diventare “attore” della propria vita e non “pedina” nelle mani di chi lo sfrutta.
E a proposito di business: 86.000 euro è il costo complessivo. Comprensivo, cioè, del laboratorio teatrale per 40 pazienti (30 affetti da psicosi cronica, 6 da bipolarismo e 4 da disturbi della personalità) durato da dicembre 2010 a novembre 2012; di 2 rassegne teatrali che – oltre agli spettacoli realizzati dal DSM – ha ospitato quelli di compagnie venute da tutt’Italia; e di tutte le spese collaterali (scenografie, trasporti, fitto di server e luci nei teatri, ecc.). Un impegno che ripartita per paziente equivale a 2.150 euro ciascuno e che ulteriormente diviso per i 16 mesi di durata del laboratorio, è pari a 134 euro mensili a paziente: cioè, meno del costo mensile di una terapia farmacologica con un neurolettico atipico. 

Anche per realizzare la  terza edizione della rassegna, la Regione Campania aveva stanziato i fondi fin dall’inizio del 2012, per “dare continuità” alle terapie riabilitative. Ma il finanziamento, nonostante solleciti e proteste, non arriva. Né per il teatro, né per gli altri progetti già avviati, come il “Giardino Alda Merini” o “Cotto e Mangiato”.  Solo dopo la diffida della Rete Sociale al nuovo management Asl  e resa pubblica il 14 giugno 2012 – in una plateale conferenza stampa con i pazienti vestiti con i costumi della “Gatta Cenerentola” – viene versata una tranche di 208.000 euro. Così saltano rassegna e laboratorio per il 2012 che sono terapie riabilitative finanziate proprio per dare continuità al trattamento: provocando, di conseguenza, risultati devastanti su alcuni pazienti che dopo un cammino che sembrava finalmente avviato alla normalità si sono visti ricacciare nella solitudine. Per alcuni la delusione è stata talmente forte da non riuscire a sopportarla: è il caso di chi, a novembre 2012 ha tentato il suicidio gettandosi dal ponte sul fiume Calore. Adesso, oltre al danno subìto, è stato rinchiuso per un anno in una Casa di Cura: al costo abnorme di 150 euro al giorno se rapportato alle 150 euro al mese a paziente investite per il laboratorio teatrale.


Guarda tutte le foto

Dalla prima rassegna di giugno 2010, la locandina dello spettacolo della Solot
Dalla prima rassegna di giugno 2010, la locandina dello spettacolo della Solot
Dalla prima rassegna di giugno 2010, la locandina dello spettacolo della Solot
previous arrow
next arrow
 
Dalla prima rassegna di giugno 2010, la locandina dello spettacolo della Solot
Gli allievi della Solot che hanno messo in scena “Il mulino dei pazzi”
Una scena di ”Fragile”, spettacolo ospite della rassegna “Tutti pazzi per il teatro”
Prove di spettacolo nel CSM di Puglianello con l’infermiere Bruno Capuano al piano
Il medico e regista Antonello Sant’Agata
Sant’Agata accanto a Vincenzo Volpe (vestito in rosso) grande animatore del CSM di Puglianello
Accanto a Sant’Agata, il medico Pasquale Mastantuono, e dietro, la matrigna di Cenerentola (coi capelli rossi) Antonello Botte
Ecco un attore-rivelazione fra il direttore del CSM Volpe (a sinistra) e il dottor Sant’Agata (a destra).
Da sinistra, Sant’Agata, il sindaco di Napoli De Magistris e il direttore del DSM Lucio Luciano
A fine spettacolo, tutti sul palco del teatro della Mostra d’Oltremare di Napoli con il sindaco De Magistris
previous arrow
next arrow