2013/ ”Caro Direttore Generale Le scrivo”… e l’Asl decide di cambiare strategia
Pazienti protagonisti del proprio destino e non “oggetti” nel business dell’assistenza: è il risultato della collaborazione tra Asl, Diocesi e Associazione di familiari cui si è giunti dopo diffide, appelli, articoli di stampa. Ecco le tappe che spiegano come si è arrivati a questa collaborazione.
La Diocesi si schiera con la “Rete”.

L’ out out è quello lanciato nella conferenza stampa di ottobre 2013, ospitata nella Diocesi grazie al vescovo Mugione: un uomo di Chiesa illuminato che non solo prende posizione a favore dei Piani Terapeutici Riabilitativi Individualizzati (PTRI) ma mette a disposizione alcuni beni della Chiesa per applicarli subito. La sua posizione emerge nella conferenza stampa insieme alla nostra denuncia sulla: “… inefficacia delle cure fuori dal contesto in cui vive il paziente. I “ricoveri impropri” in case di cura private, infatti, sono “galline dalle uova d’oro” per chi le gestisce, “nuovi manicomi” per i pazienti rinchiusi per anni e spreco di denaro pubblico: perché le Asl finiscono per pagare due volte lo stesso servizio al medesimo paziente. Pagano, cioè, personale e costi di manutenzione del Csm territoriale e pagano nuovamente attraverso la retta alla casa di cura, altro personale per seguire il medesimo paziente nella struttura convenzionata!”
Per evitare questi sprechi, la Regione Campania ha istituito i PTRI con budget di salute (Bds) che consentono di cucire un progetto riabilitativo a misura delle esigenze di ogni paziente. Cosi il Pubblico non delega più le proprie competenze al privato: il quale, a sua volta, non ha più il compito di gestire strutture, ma di fornire occasioni di apprendimento, lavoro, casa e affettività “co-gestendo” i PTRI. Perciò la Diocesi con la casa alloggio di Chianche (nella foto con un gruppo di medici e ospiti), ha inteso offrire non solo un “tetto” ma un “progetto” di vita autonoma a chi non può costruirselo da solo.

Purtroppo, però, la casa di Chianche non riesce a decollare per strani intoppi burocratici: di qui la richiesta – anche in vista dell’happening “Impazzire si può” previsto per dicembre per fare il punto sui PTRI – fatta al direttore della Asl, della quale si riporta uno stralcio: perché ha contribuito in maniera significativa al cambio di strategia aziendale…
“Caro Direttore Generale Le scrivo…”
Con una lettera aperta del 14 ottobre 2013 come presidente della Rete Sociale chiedo a Michele Rossi: “… di fare appello alla sua sensibilità di uomo e di medico e di ascoltare la nostra associazione dopo avere gettato un velo su passate incomprensioni… perché sta prendendo decisioni che sconvolgono la vita di centinaia di famiglie senza sapere che esistono soluzioni più efficaci ed economiche, già applicate con successo anche nel Sannio – per esempio a Morcone e a Puglianello – che dimostrano che quando i servizi territoriali funzionano, i costi si abbassano e i successi terapeutici aumentano; mentre, dove prevale la tendenza a “liberarsi” dei casi più complessi rinchiudendoli in case di cura e Opg, i costi sanitari diventano altissimi, quanto inutili. Perciò, le chiedo un incontro per trovare soluzioni efficaci nell’esclusivo interesse di pazienti e contribuenti”.
“Accetto il confronto” risponde Michele Rossi
Al termine dell’incontro Rossi dichiara di volere recuperare il tempo perduto e vengono avviate iniziative fondamentali per cambiare strategia.
Primo passo: la creazione della “task force” per avviare le procedure necessarie ad applicare la legge sui PTRI. Anello di collegamento operativo tra aspetti terapeutici ed organizzativi, tra Asl e servizi di Salute Mentale, questo “Tavolo di Lavoro” è aperto a tutti i contributi concreti e gratuiti necessari a soddisfare le esigenze dei pazienti e dei loro familiari. Ne fanno parte “d’ufficio” i Direttori Generale e Sanitario della Asl nel ruolo di coordinatori; lo psichiatra Lorenzo Piombo come referente per la Salute Mentale; Michele Del Vecchio dirigente Asl per l’Economico Finanziario; Pietro Crisci coordinatore sociosanitario Asl; Serena Romano e Nicola La Peccerella per “La Rete Sociale”, immortalati nel primo incontro del “tavolo di lavoro” (vedi foto di apertura dell’articolo) avvenuto il 17 novembre 2013, a tempo record e con l’auspicio di Rossi: “Non basta applicare direttive o essere professionali, bisogna essere entusiasti e affrontare questo compito con passione, con lo spirito di chi fa una rivoluzione. Perciò questa task force ha buone possibilità di riuscirci: perché è fatta di persone che ci credono”.
Secondo passo della “rivoluzionaria” strategia aziendale è l’approvazione delle proposte di delibera prodotte dal “tavolo” a ritmo incalzante, di cui la delibera n. 53 dal titolo “Avviso pubblico per la ricerca di co-gestori di Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali (PTRI) sostenuti da Budget di Salute (BdS)” è il primo risultato concreto per dare flessibilità nell’uso delle risorse: trasformate da “costi” sanitari, in “investimenti” per nuovi posti di lavoro basati sulla solidarietà sociale. “Questa delibera – commenta la task force – rappresenta una svolta epocale per il miglioramento della qualità del servizio, il taglio degli sprechi e il migliore impiego dei soldi pubblici: ottenendo anche un migliore risultato terapeutico”.

Ma il terzo passo, l’happening “IMPAZZIRE SI PUO’”, è quello che fa più scalpore.
Perché viene addirittura ospitato il 12 dicembre 2013 nel grande salone a pianoterra della ASL dopo la nostra mail ai Direttori Generali e Sanitario, nella quale proponevamo di organizzare l’happening proprio in quella sede per dimostrare il cambio di strategia della Asl.
Per questo il video dell’evento – diviso in 9 “video pillole” di pochi minuti ciascuna – è DA VEDERE PER CREDERE: perché “Impazzire si può” non solo è l’happening della svolta, ma è l’evento più straordinario della storia della Salute Mentale nel Sannio.
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